Infortunio sul lavoro : tutto ciò che c’è da sapere

By | 13 novembre 2017

L’infortunio sul lavoro si distingue dalla malattia professionale per il fatto che la causa dello svolgimento della malattia deve essere una c.d. causa violenta: vale a dire una azione intensa e concentrata nel tempo che causa le lesioni (o la morte) del lavoratore (ad esempio delle merci non correttamente riposte cadono addosso al magazziniere causando una frattura del braccio).

L’infortunio in itinere è l’infortunio che si verifica durante il tragitto che il lavoratore deve necessariamente percorrere per raggiungere il luogo di lavoro: in altre parole per potere essere indennizzato l’infortunio deve verificarsi all’interno del percorso ordinario (di andata e di ritorno) necessario per raggiungere il posto di lavoro.

Il Decreto Legislativo n. 38 del 2000) prevede espressamente che l’infortunio in itinere sia coperto dalla assicurazione obbligatoria contro gli infortuni ex D.P.R. n. 1124 del 1965).

L’infortunio sul lavoro un evento traumatico che ha avuto luogo per una causa violenta sul posto di lavoro o anche semplicemente in occasione di lavoro, che provoca la impossibilità di svolgere l’attività lavorativa per più di tre giorni.

La legge prevede una specifica assicurazione obbligatoria volta ad indennizzare i lavoratori che sono vittima dei suddetti eventi traumatici: è importante ricordarsi che questa assicurazione copre anche gli infortuni verificatisi nel tragitto compiuto dal lavoratore per recarsi sul luogo di lavoro oppure per fare rientro presso la propria abitazione (infortunio in itinere).

Per tutelare i lavoratori vittime di infortunio la Legge (con il D.P.R. n. 1124 del 1965) prevede una specifica assicurazione obbligatoria volta ad garantire prestazioni sanitarie specifiche ed un indennizzo il cui valore varia in funzione delle conseguenze che sono derivate.

I requisiti per poter classificare un evento traumatico come infortunio sul lavoro sono, pertanto:

  • un evento traumatico che ha provocato una lesione alla integrità psicofisica del lavoratore o la sua morte
  • una causa violenta
  • una inabilità al lavoro superiore a tre giorni
  • un collegamento tra l’evento traumatico e lo svolgimento della prestazione lavorativa.
  • Modalità di presentazione della domanda telematica  per la richiesta di invalidità civile

 

La richiesta per il riconoscimento della minorazione civile (invalidità, cecità e sordità) va presentata dalla persona interessata o da chi la rappresenta (genitore del minore, tutore dell’interdetto, curatore dell’inabilitato) alla sezione dell’Inps competente per territorio, secondo un procedimento totalmente informatizzato

Per presentare la domanda, é necessario in primo luogo farsi rilasciare dal medico curante l’attestazione sulla natura della propria invalidità.

Questi dovrà compilare un apposito modulo Inps da inviare, a sua cura, per via telematica all’Istituto di previdenza e di cui dovrà rilasciare un’ulteriore copia al paziente affinché la esibisca durante la visita.

La domanda, che deve indicare oltre ai dati personali, anche il tipo di riconoscimento richiesto (invalidità o handicap), va presentata all’Inps, entro 90 giorni dalla produzione del certificato medico; decorso tale termine occorrerà un nuovo certificato.

Al momento della presentazione dell’istanza all’Inps, il richiedente dovrà indicare un numero di certificato fornitogli dal medico e che sarà abbinato alla sua istanza dal sistema automatico.

La domanda andrà presentata:

  • Accedendo personalmente tramite pin al sito dell’Inps (www.inps.it)
  • Oppure tramite i patronati o le associazioni di categoria dei disabili (nel nostro caso l’ANMIC), che la inoltreranno sempre per via telematica.
  • La visita

Dopo l’invio della domanda, il sistema informatico indicherà al richiedente delle possibili date tra cui poter scegliere quella per la visita presso la Commissione ASL.

In ogni caso, detta visita va effettuata entro 30 giorni dalla richiesta (15 giorni per il caso di malattia oncologica), con possibilità di deroga, se dovuta a giustificati motivi.

La data della visita viene comunicata con lettera raccomandata con avviso di ricevimento, all’indirizzo indicato nell’istanza e tramite comunicazione via e-mail.

Qualora il richiedente non compaia alla visita, sarà convocato per una data successiva ma, nel caso non si presenti anche alla seconda convocazione, la domanda sarà respinta.

Durante la visita, il richiedente ha il diritto di farsi assistere da un proprio medico.

 

Commissione medica

Presso la sede Inps è presente una Commissione dell’Asl composta da:

  • un medico specialista in medicina legale;
  • due medici, di cui uno specialista in medicina del lavoro;
  • un medico dell’Inps;
  • un sanitario.

Visita a domicilio

Nei casi in cui il richiedente si trovi nell’impossibilità di recarsi di persona alla visita a causa del proprio stato di salute, egli potrà fare richiesta, tramite il certificato medico, di visita domiciliare.

Tale richiesta dovrà pervenire nei 5 giorni antecedenti la data della visita fissata presso la ASL. Qualora la richiesta di visita domiciliare sia accolta, al richiedente verrà data comunicazione del giorno e dell’ora in cui dovrà avvenire.

Verbale di visita

Al termine della visita, viene redatto il verbale elettronico contenente il relativo esito, che potrà essere approvato all’unanimità (in tal caso esso é considerato definitivo) o meno.

In questa seconda ipotesi gli atti vengono esaminati dal Responsabile del centro medico-legale dell’Inps, il quale può decidere di:

Validare comunque il verbale entro 10 giorni;

Fissare entro 20 giorni una nuova visita anche avvalendosi della consulenza di uno specialista della patologia sofferta dal richiedente.

Se, a seguito della visita, emerge il diritto a un riconoscimento economico, all’interessato sarà fatta richiesta di completare l’inserimento on line dei dati necessari per l’accertamento dei requisiti socio- economici (ad esempio l’eventuale ricovero a carico dello Stato, coordinate bancarie, ecc.).

Sulla base di tali dati, l’Inps effettuerà i controlli amministrativi di reddito per poter procedere alla erogazione della prestazione economica.

All’interessato verrà poi inviata comunicazione di riconoscimento o rigetto della prestazione economica.

La visita di revisione

Tenuto conto che lo stato di invalidità può migliorare o peggiorare nel tempo, chi richiede il riconoscimento dell’invalidità sarà tenuto a sottoporsi a visita di revisione alla scadenza del termine indicato nel verbale.

Inoltre, qualora si sia verificato un peggioramento della patologia, il soggetto potrà presentare di sua iniziativa una domanda di aggravamento, seguendo lo stesso percorso fin qui descritto.

Il ricorso contro il verbale

Chi intenda contestare il contenuto del verbale della Commissione ASL che riconosce o meno l’invalidità civile, dovrà rivolgersi al Tribunale ordinario per richiedere, anticipandone le spese, una consulenza tecnica preventiva che verifichi le condizioni sanitarie su cui si basa la richiesta di riconoscimento dell’invalidità; l’accertamento medico è compiuto da un consulente tecnico nominato dal giudice alla presenza di un medico legale dell’Inps.

Il giudice assegna alle parti un termine di massimo trenta giorni entro cui dichiarare se intendono contestare le conclusioni del c.t.u. In mancanza, il giudice, entro ulteriori trenta giorni, si pronuncia con un provvedimento inappellabile di conferma della relazione.

Qualora, invece, una delle parti contesti la relazione del consulente, essa dovrà presentare, con l’assistenza di un difensore, sempre entro trenta giorni dalla dichiarazione di dissenso, un ricorso contenente i motivi della contestazione della relazione del consulente.

Inizierà, così, un giudizio vero e proprio che si chiuderà con una sentenza inappellabile.

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