La legge 104/92

By | 13 novembre 2017

La valutazione INVALIDITA CIVILE si basa sulla diminuzione DELLA CAPACITA’ LAVORATIVA, misurata in termini percentuali.

L’art. 1, comma 4, lettera c), del Decreto Legislativo 23 novembre 1988, n. 509, stabilisce che la definizione della percentuale di riduzione della capacità lavorativa deve essere basata anche sull’importanza che riveste, in attività lavorative, l’organo o l’apparato sede del danno anatomico o funzionale, individuando allo stesso tempo la capacità lavorativa residua.

Nel riconoscimento dello STATO DI HANDICAP, invece, è valutata la difficoltà d’inserimento sociale dovuta al tipo di patologia o menomazione riscontrata. Il concetto di handicap “sempre come definito dalla Legge n. 104/92” esprime la condizione di sfavore sociale che una persona presenta nei confronti delle altre persone ritenute normali e si differenzia dalla menomazione (fisica, psichica o sensoriale) sia che da quella condizione ne è la causa.

In sintesi, lo stato di handicap per la sua valutazione tiene conto della difficoltà d’inserimento sociale della persona disabile, difficoltà che è dovuta alla patologia o menomazione di cui questa persona è affetta.

L’art. 3 della Legge 104/92 definisce lo STATO DI HANDICAP nel seguente modo:

  1. E’ persona portatore di handicap colui che presenta una minorazione fisica, psichica o sensoriale, stabilizzata o progressiva, che è causa di difficoltà di apprendimento, di relazione o di integrazione lavorativa e tale da determinare un processo di svantaggio sociale o di emarginazione.
  2. Qualora la minorazione, singola o plurima, abbia ridotto l’autonomia personale, correlata all’età, in modo da rendere necessario un intervento assistenziale permanente, continuativo e globale nella sfera individuale o in quella di relazione, la situazione assume connotazione di gravità. Le situazioni riconosciute di gravità determinano priorità nei programmi e negli interventi dei servizi pubblici.

Chiunque sia affetto da malattia o menomazione può presentare richiesta di accertamento dell’invalidità civile e della situazione di handicap: saranno la commissione medica dell’ASL, e in seguito la commissione INPS, a valutata la situazione clinica, confermare o meno la presenza di invalidità civile e/o di handicap o di handicap grave.

Il riconoscimento dello stato di handicap NON dà luogo a provvidenze economiche, ma è la condizione indispensabile per poter usufruire di varie agevolazioni, tra cui i permessi lavorativi concessi ai lavoratori disabili e ai familiari che li assistono e il congedo retribuito di due anni solo per familiari che assistono disabili riconosciuti in situazione di gravità.

I criteri di valutazione per l’invalidità civile sono DIVERSI da quelli previsti per lo stato di handicap: per esempio un soggetto può presentare una riduzione della capacità lavorativa inferiore al 100%, ma ALLO STESSO TEMPO essere portatore di handicap in situazione di gravità ai sensi dell’art. 3, comma 3 della Legge 104/92.

La valutazione ex art. 3, comma 3 della Legge 104/92 non concerne solo l’accertamento di tipo psicofisico, ma anche sulle conseguenze di tipo sociale che la minorazione comporta, come chiarito dalla circolare del Ministero della Sanità del 16/4/1994, che afferma che il giudizio della Commissione «non si esaurisce in un giudizio di natura medico-legale e non consiste solo in un accertamento medico delle condizioni fisiche o psichiche del soggetto», ma deve «accertare, nei suoi vari ambiti, l’handicap che la minorazione produce, ossia la natura e l’entità dello svantaggio sociale e gli interventi necessari alla sua eliminazione».

IN NESSUNO DEI DUE CASI – invalidità civile e handicap – è preclusa al disabile la possibilità di svolgere attività lavorativa: una persona a cui sia stato riconosciuto il 100% di invalidità civile, l’indennità di accompagnamento e la situazione di handicap grave PUO’ INFATTI CONSERVARE IL POSTO DI LAVORO o ACCEDERE AD UN NUOVO IMPIEGO, compatibilmente con le condizioni di salute (art. 1, comma 4, lettera c del D. Lgs.23 novembre 1988, n. 509).

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